Moka Bialetti
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Dal fascino retrò ma sempre attuale: la moka è un accessorio irrinunciabile per la cucina

La moka: tutti, o quasi, ne abbiamo una in cucina e la utilizziamo per preparare il tipico caffè italiano, un’abitudine che si può quasi definire un vero e proprio rito.

Moka Bialetti

La moka è associata in tutto il mondo alla tradizione e al disegno industriale italiano. In effetti, questo strumento ha le proprie origini nel Bel Paese,  essendo un’invenzione dell’imprenditore Alfonso Bialetti che la ideò nel 1933. La moka Bialetti ha da allora rivoluzionato la preparazione del caffè in casa, che prima avveniva per mezzo della tradizionale caffettiera napoletana. La napoletana basa il suo funzionamento sulla sola forza di gravità per far passare l’acqua bollente attraverso i grani di caffè macinato, e quindi richiede più tempo e cura nella preparazione. È infatti necessario, dopo aver riempito il bollitore di acqua e il filtro con la giusta quantità di caffè macinato, scaldare la caffettiera fino all’ebollizione dell’acqua, capovolgerla e attendere da cinque a dieci minuti che il caffè sia pronto. Alcuni la preferiscono ancora alla moka, ma quest’ultima ha conquistato il mercato grazie alla rapidità e semplicità del suo utilizzo, senza però rinunciare alla qualità della bevanda.

Moka Bialetti

Come funziona e come si utilizza la moka?

Invece che la forza di gravità, è la pressione del vapore a spingere l’acqua dalla caldaia, attraverso il filtro pieno di caffè, nel bricco, dal quale viene poi versato per essere consumato. Questo è possibile perché l’acqua, e il vapore sovrastante, sono confinati nella caldaia, dove con l’aumentare del calore aumenta sempre di più anche la pressione del vapore. L’acqua compressa dal vapore ha come via di uscita proprio il filtro colmo di caffè macinato. Una volta fuoriuscita l’acqua, la pressione cala e la poca acqua rimasta nella caldaia va in ebollizione, producendo il tipico borbottio della caffettiera e segnalando così che è il momento di spegnere il fornello: il caffè è pronto!

Moka Bialetti

La manutenzione della moka è semplice, periodicamente bisogna accertarsi che la valvola di sicurezza (che impedisce la formazione di pressioni troppo elevate in caso di otturazione del filtro di caffè) sia in buono stato, e sostituire la guarnizione che sigilla la giunzione tra il bricco e la caldaia. Per quanto riguarda la pulizia, se possibile è meglio evitare di lavare la caffettiera con il detersivo o, ancora peggio, in lavastoviglie, ma è sufficiente un semplice risciacquo con dell’acqua calda. Questo perché, con l’uso, si crea una patina sulla superficie interna di alluminio che protegge la caffettiera da una prematura corrosione ed evita che il caffè vada a contatto diretto con il metallo assumendo un sapore alterato. I detersivi tendono invece a rimuovere questa patina protettiva e per questo motivo vanno evitati.

Moka caffe

Da dove ha origine il termine “moka”?

In pochi lo sanno, ma la parola deriva dal nome di una città nello Yemen: Mokha. Qui viene da sempre prodotto uno dei caffè più pregiati della qualità arabica, esportato in tutto il mondo. È un nome associato a un prodotto di qualità riconosciuta, e una scelta decisamente azzeccata per un accessorio così rivoluzionario.

Quale scegliere?

La classica moka è prodotta ancora da Bialetti ed è distinguibile dalle moltissime imitazioni grazie al numero delle sfaccettature: otto. Dagli anni trenta viene realizzata infatti con una base ottagonale, caratteristica brevettata del prodotto originale. In base alle nostre esigenze possiamo scegliere la dimensione più adatta, dato che sono in commercio caffettiere per preparare da una fino a diciotto tazzine di caffè; statisticamente, la più diffusa nelle case italiane è la moka da tre tazzine. La scelta, tra i prodotti Bialetti, è vastissima sia per dimensioni che per estetica, con varianti del disegno originale e moderne ed accattivanti alternative.

Moka Bialetti

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One comment

  1. Cristina
    giugno 7, 2019 at 9:43 am

    senza la mia moka non potrei cominciare la giornata 😉

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