Di cene improvvisate, mani nella farina e amore
Giovedì pomeriggio. Si fa sera.
Varchi la soglia di casa abbandonando, ad una ad una, le scarpe sull’uscio, senza prestare attenzione a dove cadano. Ora non vi è ordine che abbia una qualche importanza, non adesso.
Acqua bollente per una tazza di thè.
Una passata di smalto, ed una rosa rossa. E vecchie canzoni.
L’acqua calda nella vecchia teiera fra vapore e profumo di vaniglia.
Acqua che ti bagna i pensieri e vorresti stenderti al sole come bucato steso ad asciugare. Immobile.
Cereali. Choco & Hazelnut. E cookies, caramel quanto basta, colori, sapori, consistenze materiche che si fondono nel palato, fra croccantezza e dolcezza senza mai unirsi per davvero, come amore e odio, dolce e salato, acqua e fuoco.
Giochi di opposti che inebriano i sensi. Dissolvono il tempo, dilatandone la percezione ai sensi stanchi e disorientati, lo solidificano in materia che è nulla eppure racchiude all’interno il suo tutto come acqua che lentamente diventa ghiaccio. Si fa sera, e la tavola diventa ritrovo per raccontarsi, con la voglia, semplice eppure mai fino in fondo, di assorbire e fare proprie nuove storie.
Dalla cucina, l’aroma del riso sul fuoco. Riso Gallo Gran Riserva. Coltivato, gustato ed assaporato dopo un anno di maturazione, perché le cose belle richiedono tempo.
Un servizio di piatti decora la tavola. Una birra ghiacciata fa bella mostra di sé in attesa che i desideri si facciano realtà fra zucca e radicchio di treviso, ossimori del gusto che tutto comprendono.
Ci sono chicchi di riso ovunque. Un chicco dopo l’altro, l’aroma che si spande sul fuoco e nell’aria in questa cucina che profuma di amore e amicizia, una di quelle cose a cui non posso e non voglio rinunciare. L’immagine di me ai fornelli con uno chignon improvvisato si riflette nell’obiettivo. Le pieghe scomposte del mio abito color ciliegia si mescolano a piatti, pentole e risate.
E allora. Almeno a Capodanno, cucinate. Non tanto per me, che lo sapete sono un’accanita fan del sushi take away. Ma per il cuore di mamma. Da parte mia, di Nestlè, del risotto che fa bella mostra di sé in tavola e della birra ghiacciata che finalmente sono arrivate a tavola e sopratutto di mamma, l’augurio. Di sporcarvele quelle stesse mani con olio e farina e panna montata se volete e con qualcosa di più ingombrante come i sogni e i desiderata che puoi anche soffiarci su con tutto il fiato che hai nell’anima ma non volano via. Per chiudere gli occhi e sentirla. Quella consistenza, quella magia e quella sostanza. Che sia dei sogni o di una cena ( e merenda) improvvisata. Che sia cibo o vita.


Ingredienti:
Ph. Credits Max Fiorindo

















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Salvo
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