Di loro, la scia di un’emozione. Storie di passi e notti senza fine

Ricordi che diventano ossessioni, profumi che vincono il potere del presente e creano loro stessi un mondo laddove vi è un desiderio, con le sue sconfinate ombre in ogni ipotetico istante del futuro. Non c’era nemmeno un personaggio, non c’era un luogo, ma solo un’idea, un’idea che si faceva largo nella sua mente con la forza di un’ossessione di cui non era in grado di capire né colore né forma. Ma c’era. Sentiva dentro di sé che questa volta non avrebbe lasciato vuoto il palcoscenico che la aspettava. E avrebbe voluto che fosse spiccato dalla punta di una penna quel desiderio, quasi a dare voce a qualcosa di inaspettato. In brevissimi istanti, come brevi sono gli istanti per leggerlo e ubriacarsi d’emozioni.
Pensava spesso alla scrittura. Era la sua passione. Era la sua speranza. Era la sua arma contro ogni sgambetto della vita e dell’umanità. Era quello che “le riusciva meglio”, non perché pensava di scrivere bene, ma perché scrivendo… si sentiva bene. Era l’unico momento in cui riusciva ad essere veramente se stessa. E quando pensava al suo futuro, l’unica certezza era che avrebbe scritto. Di sogni e di desideri. Non è forse vero che scrivere altro non è che accendere desideri nell’intimità del pensiero di chi legge? Nel pensiero di chi legge. Nel pensiero di chi in quelle pagine vive una seconda vita.
Afferrò tante volte la penna e poi la mise da parte. Ascoltò un po’ di musica, note che le ricordavano quelle emozioni. E ricordò.
Mi ritrovai in una via semi deserta. Erano da poco passate le venti. Ad illuminare una strada ormai buia, solo l’insegna del kebabbaro all’angolo tra via Umberto I e via Crispi. Vedevo solo neon e colori, sentivo il vociare distratto di alcuni lavoratori. Chi ha vissuto una notte di emozione dove profuma la magia sa che cosa sia la poesia. Un’ossessione ferma, avvolgente, che sale nell’ora in cui il sole è ormai abbandonato a se stesso e i rumori paiono ovattati. Non un passo, non una persona. La sera scorreva silenziosa, era come se dovesse essere così, semplicemente, un fluire di cose silenziose a filo d’erba. D’un tratto una voce, e s’accesero luci fioche al fior del tramonto. “Sei qui”. “Ti stavo aspettando”.
Oltre lo spazio. Il tempo. Il momento. Brandelli di cuore, e forse anche di anime. Si erano dati appuntamento pochi giorni prima, dopo essersi incontrati in un negozio. Erano soli. In borgo silenzioso in cui le vecchie mura custodivano segreti di amori lontani. Si fermarono e si sedettero vicini. Si guardarono e si sorrisero. E nulla fu più come prima.
Di loro, solo la scia di un’emozione. Di lei, i passi che eccheggiavano sul selciato, e le pieghe della gonna muoversi nel vento.















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Mi piace ogni singolo capo e accessorio di questo look. Kiss
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Molto romantico questo look Alessia, stai benissimo con i colori pastello!
Bacioni
Martina
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Che bello il tuo post, associare un racconto alle foto del tuo outfit, molto originale! Mi piace molto questo look dai colori autunnali ma dal sapore ancora un pò esitvo! Perfetto per queste giornate ancora calde…
Baci!
Rebecca
http://www.stylingrebecca.com
quanto mi piace la gonna!
Nameless Fashion Blog
Che belli questi stivaletti!!!!
Baci baci
Marta
http://www.lagattarosablog.it
Ciao tesoro!
Questo look è bellissimo! Mi piacciono tantissimo le scarpe!
Un bacione
Maggie D.
IndianSavageBlog by Maggie Dallospedale
mi fa sempre piacere di leggere i tuoi post,hai un modo di scrivere molto piacevole 🙂